30.04.2014 23:49

Abbuffiamoci di cultura!

 

Negli ultimi tempi va sempre più di moda la cultura del chilometro zero. Ma cosa si intende per km 0? In principio il termine era strettamente legato a un settore specifico, quello agricolo. Agricoltura a chilometro zero significa valorizzare i prodotti alimentari locali, in modo da creare un rapporto di vendita diretto tra produttore e consumatore, che riesce a fare a meno della mediazione dei vari enti che concorrono nella distribuzione alimentare globale. Questo permette di ottimizzare l’economia del luogo e valorizzare la qualità del prodotto, ma allo stesso tempo produce tutta una serie di benefici di tipo sociale, culturale e ambientale di grande impatto sulla comunità. Il risparmio nel processo di trasporto del prodotto consente, infatti, di abbattere i costi e produce allo stesso tempo profondi benefici ambientali, diminuendo al minimo l’inquinamento. Oltre ai grandi vantaggi economici rilanciare l’economia locale è importantissimo per consolidare i rapporti tra le singole persone e permettere la coesione sociale e civica della comunità, cosicché commerciante e cliente possano sentirsi parte della stessa realtà.

La filosofia del chilometro zero è stata così vincente che recentemente è fuoriuscita dai confini agricoli e si è estesa  anche a campi completamente diversi. Uno dei settori in cui meglio può adattarsi questo concetto è l’ambito della cultura.

La svalutazione della cultura è un problema da affrontare e cercare di risolvere, a maggior ragione in Italia, culla della civiltà e dell’arte mondiale. Per far fronte a tutto ciò è però necessario lo sforzo di tutti: punto di partenza imprescindibile è cambiare la mentalità e il giudizio contemporaneo che si ha a riguardo. La famosa frase “con la cultura non si mangia” va modificata e deve diventare “con la cultura ci si abbuffa!”, perché è effettivamente così. Il peso che hanno arte, letteratura, scienza, e in definitiva il sapere, sull’uomo, sulla sua identità e coscienza sono forse l’unico strumento che egli può utilizzare per una vita migliore come uomo e come comunità. E quando si parla di arte non ci si riferisce solo ai grandi esempi, ma ogni forma d’arte che ognuno di noi è in grado di esprimere può diventare fondamentale. Qualsiasi forma di cultura è circolazione di idee e le idee consentono all’uomo di indagare i meandri più profondi della propria psiche in relazione a situazioni e tematiche complesse. Cultura e sapere destano la consapevolezza di essere inseriti in una realtà profonda e permettono di capirla, rendendo l’uomo attivo e indipendente, in grado di discernere ciò che è giusto e evitando così la possibilità che diventi un soggetto passivo, burattino nelle mani di un sistema più grande. La cultura è il motore della vita, è libertà, è indipendenza, è lo strumento che ci permette di distinguere tra bene e male.

 


Solo facendo propria questa visione si può capire quanto nell’ambito di una comunità locale il concetto di cultura a chilometro zero possa diventare fondamentale. Cultura a chilometro zero significa incentivare e valorizzare qualsiasi forma d’arte locale, mettendo a disposizione degli artisti del luogo spazi e occasioni in cui far conoscere alla comunità il proprio pensiero. È un’occasione per i comuni di incentivare la circolazione artistica, abbattendo i costi e, allo stesso tempo, valorizzando le proprie strutture, ambientazioni e scenografie naturali. Ma è un modo anche per promuovere la riscoperta delle tradizioni artistiche locali e rinsaldarne nei cittadini la memoria storica, facendo rivivere i luoghi e i costumi. Il ritorno più importante che avrà il comune sarà poi gratificante, nonché fondamentale per quanto riguarda la coesione sociale: si vivrà in un paese il cui senso d’appartenenza civico e lo sviluppo di comunità saranno valori ben saldi.

 “Cesano 2020 – Il forum delle idee” è avviata su questa strada.
Primo passo per sviluppare anche a Cesano una cultura di qualità a chilometro zero è il coinvolgimento di giovani autori e artisti interessati a promuovere le proprie opere sul territorio. In questo contesto la biblioteca di Villa Marazzi potrà diventare il fulcro di tutte le iniziative. Essa può diventare protagonista di letture e salotti culturali che abbiano negli argomenti proposti dal territorio un filo conduttore da approfondire e affrontare nei diversi paradigmi e che possa anche entrare in relazione con le istituzioni comunali. Sarà necessario creare una vera e propria rete culturale che intrecci gli attori culturali del territorio quali gli artisti, la biblioteca, il Teatro Cristallo, le associazioni, gli oratori e gli organi parrocchiali. In particolare per quanto riguarda il Teatro Cristallo dovrà essere avviato un percorso di valorizzazione e rilancio di questa istituzione anche con il supporto di soggetti associativi, fondazioni o privati, in modo che possa affiancarsi alla biblioteca come punto cardine della cultura cesanese.
Anche gli spazi all’aperto (piazze, parchi, il piccolo anfiteatro del q.re Giardino) dovranno essere valorizzati e tenuti in considerazione per spettacoli teatrali, letture e mostre durante la primavera e l’estate con l’obiettivo di migliorare e creare nuove identità degli spazi cesanesi.
Naturalmente prerogativa fondamentale è la partecipazione, perciò la programmazione e la gestione delle attività culturali dovrà collocarsi in un ambito collegiale di scelte condivise. Per fare cultura anche in tempi di ristrettezze economiche occorrerà organizzare le associazioni culturali e i cittadini più interessati in tavoli di lavoro. Uno strumento che si potrà qualificare adatto a tale scopo sarà allora il Forum delle Idee, un organo libero e aperto a tutti i cittadini, che potrà guidare lo sviluppo delle iniziative culturali (e non solo), rendendo Cesano un paese consapevole, attivo e partecipe. Un paese migliore.

Winston Smith

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