24.12.2013 12:50

Il Parco agricolo Sud Milano risorsa formidabile

Riaffermare il ruolo del Parco Agricolo Sud Milano come “modello” europeo di parco agricolo e, allo stesso tempo, sostenere l'agricoltura come risorsa economica, culturale e ambientale. 
 
 
Già nel 2012 in Consiglio comunale la Lista Insieme per Cesano prese posizione sul ruolo del Parco agricolo Sud Milano a seguito del voto da parte dell'assemblea dei sindaci circa alcuni interventi urbanistici che avrebbero comportato ulteriore consumo di suolo.
 
“Insieme per Cesano Boscone” manifesta la sua totale contrarietà al voto favorevole che il Sindaco Vincenzo D’Avanzo, in rappresentanza dell’intera amministrazione comunale, ha espresso circa l’ampliamento dell’insediamento produttivo dell’azienda Schattdecor di Rosate, multinazionale che produce film plastici durante l’Assemblea dei sindaci lo scorso 16 gennaio.  Il voto così espresso crea un nuovo clamoroso precedente che priva il Parco del bene più prezioso: la terra. Quel voto mette in discussione il principio stesso per il quale il Parco è nato: proteggere una vasta area della provincia di Milano dall’urbanizzazione spinta per permettere lo sviluppo dell’agricoltura e la conservazione del territorio, della flora, della fauna e del paesaggio. Un voto che è stato condotto senza alcun confronto con le forze politiche che con il primo cittadino condividono il governo di Cesano Boscone. Dunque, un voto sbagliato sia nella forma, sia nella sostanza. Un voto che fa compiere all’amministrazione comunale di Cesano Boscone un enorme passo indietro. Culturale, innanzitutto.
 
Negli ultimi anni Cesano Boscone si è contraddistinta per politiche ambientali all’avanguardia: dalla realizzazione di un intervento di riforestazione di 18 ettari, all’innovazione tecnologica per il miglioramento dell’efficienza della raccolta differenziata e della produzione di energia rinnovabile anche nei quartieri più popolari.
 
Possibile che l’ampliamento dell’azienda in questione non poteva essere compiuto in uno dei tanti capannoni o edifici dismessi della provincia conciliando così i posti di lavoro e la salvaguardia del parco? Possibile che si fatica a comprendere come tale atto possa mettere a rischio il futuro delle famiglie di agricoltori, ristoratori, albergatori, commercianti e artigiani che pur tra mille difficoltà vivono oggi delle ricchezze del Parco? Possibile che si metta in discussione la qualità della vita delle tante famiglie cittadine che pur vivendo in uno dei posti più urbanizzati e inquinati d’Europa possono trovare a pochi chilometri da casa spazi verdi ricchi di cultura e natura?
 
La grave crisi occupazione che colpisce soprattutto le nuove generazioni non può andare in contrapposizione con l’esistenza del Parco Agricolo Sud Milano. Solo un’obsoleta e poco lungimirante idea di sviluppo può concedere l’ampliamento di una singola attività economica a scapito del futuro di un intero territorio che fa della terra la ricchezza più preziosa.

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